Al tavolo convocato ieri, 17 marzo 2026, dal ministro Urso, UN.I.COOP richiama il Governo alla rapida adozione dei decreti attuativi e delega, chiedendo strumenti concreti per cooperative, micro e piccole imprese
La politica industriale italiana sta cercando di darsi un nuovo baricentro. Non più interventi isolati, non più norme slegate tra loro, ma un’architettura che prova a tenere insieme identità produttiva, funzionamento dei mercati e rafforzamento del tessuto imprenditoriale diffuso. È in questa chiave che va letta la saldatura tra la legge sul Made in Italy, la legge annuale per il mercato e la concorrenza e la nuova legge annuale sulle piccole e medie imprese, un impianto che il MIMIT ha ricondotto a una visione organica nel Libro Bianco “Made in Italy 2030”, presentato a gennaio come quadro strategico per la competitività industriale del Paese fino al 2030.
È proprio su questa architettura complessiva che ieri, 17 marzo 2026, si è concentrato il Tavolo nazionale sulle PMI convocato dal ministro Adolfo Urso al MIMIT. Il Ministero ha indicato tra i temi dell’incontro l’attuazione della legge annuale sulle PMI, le politiche europee per il settore, incluse le azioni sul cosiddetto 28° regime, le misure per sostenere la transizione digitale e green e gli impatti dell’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sul sistema produttivo nazionale.
Nel corso dell’incontro, UN.I.COOP ha sottolineato con forza l’importanza di leggere insieme le tre norme, perché solo nella loro integrazione emerge una reale strategia di sviluppo. La legge sul Made in Italy dà cornice e direzione alle filiere; la legge sulla concorrenza prova a rendere più ordinato e contendibile il contesto economico; la legge annuale sulle PMI può finalmente trasformare questa impostazione in strumenti accessibili alle imprese reali, cioè alle cooperative, alle microimprese, alle piccole aziende, ai consorzi e alle reti territoriali.
Per questa ragione, UN.I.COOP ha posto l’accento su un nodo oggi decisivo: la rapidità. Senza decreti attuativi e decreti delega, infatti, l’architettura normativa rischia di restare incompleta. Il passaggio dalla cornice legislativa agli strumenti operativi è la vera sfida dei prossimi mesi. Per il mondo cooperativo, che vive di filiere, territori, mutualità e dimensione spesso ridotta, il tempo di attuazione farà la differenza tra una riforma capace di generare effetti concreti e una riforma che resta sulla carta.
UN.I.COOP ha inoltre richiamato l’attenzione del Ministro sulla necessità di tutelare il settore primario, a partire da agricoltura e pesca, dagli effetti indiretti della guerra in Medio Oriente. Il riferimento non è soltanto alle tensioni geopolitiche in sé, ma all’impatto che esse producono sui costi energetici, sulla logistica, sui trasporti e, di conseguenza, su tutte le filiere che dipendono da combustibili, mobilità e continuità degli approvvigionamenti. Il MIMIT stesso ha indicato tra i temi del tavolo gli effetti dell’escalation mediorientale e le ricadute sui mercati energetici e sulle PMI.
Un altro passaggio centrale riguarda la ripresa del percorso di transizione energetica e digitale.
Anche qui il rischio è evidente: senza strumenti calibrati, la transizione resta un’opportunità per pochi e un costo per molti. UN.I.COOP ha quindi evidenziato la necessità di adottare misure che permettano anche alle micro e piccole imprese di partecipare davvero a questa fase, superando barriere dimensionali, burocratiche e finanziarie. Il tavolo del MIMIT ha incluso espressamente tra i temi in discussione le misure a sostegno della transizione digitale e green del sistema produttivo.
A questo si aggiunge la questione del capitale umano. La trasformazione digitale non è soltanto un problema di incentivi o tecnologie disponibili: è anche, e sempre di più, un problema di competenze. UN.I.COOP ha richiamato il tema dello skill mismatch che continua a rallentare la capacità delle imprese di adottare strumenti digitali, innovare processi e utilizzare in modo efficace le opportunità offerte dalle nuove politiche industriali. Senza un’azione mirata su formazione, riqualificazione e accompagnamento, il divario tra imprese più strutturate e imprese minori rischia di ampliarsi ulteriormente.
Il MIMIT, nel resoconto del tavolo, ha richiamato espressamente le iniziative europee di semplificazione, il completamento del mercato interno e la proposta del 28° regime come temi centrali del confronto con le associazioni.
Infine, UN.I.COOP ha dichiarato la propria disponibilità a partecipare agli incontri operativi necessari per costruire rapidamente strumenti realmente efficaci per il mondo della cooperazione.
