I fondi del PNRR sono stati, sino ad ora, poco sfruttati, le aziende private ne hanno fruito per meno del 3%, quelle cooperative seguono lo stesso trend. “Le soluzioni ovviamente ci sono e Unicoop si è sempre dimostrata molto attiva per questo – afferma Ginanneschi. Partiamo da un dato: le normative che si susseguono, soprattutto in materia di compliance aziendale, a partire dalla legge di Bilancio del 2018 che obbligava le cooperative a dotarsi di un consiglio di amministrazione anziché un amministratore unico, sono state viste come un obbligo da parte delle realtà più piccole, o anche come un appesantimento della gestione, e non è così; la forza è quella di trasformare tutto in una opportunità. Ma ci sono anche normative ambientali, gli ESG, le normative sugli adeguati assetti: tutti mattoncini indispensabili a rendere consapevoli all’interno della normativa la necessità di adozione di questi strumenti, che aiutano ad irrobustire la cooperativa – e Unicoop si sta adoperando in tal senso – nella partecipazione sia ai bandi pubblici di gara di appalto, sia ai fondi di finanza agevolata che ci interessano in questo momento, perché il PNRR ormai è agli sgoccioli e bisogna un po’ correre”[…].
Per seguire l’intervista completa: https://www.unicoopinforma.it